Bene, anzi, benissimo.
Qualche sera fa in via Roma ho incrociato un tizio che faceva finta di parlare al telefono. Indossava un giaccone scuro e in testa aveva un berretto di lana, avanzava a passi lenti e ripeteva a voce alta “Sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose”. Poi si è fermato, mi ha guardato e, continuando a far finta di parlare al telefono, mi ha detto “Sempre le stesse cose, sempre le stesse cose, sempre le stesse cose”. Quindi ha ripreso a camminare e, rivolgendosi a una signora, le ha detto “Perché io senza cellulare sto bene, anzi, benissimo”.